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Le rocambolesche avventure della Sò

PUCCIWORLD
July 07

Dottora, dottora, dottora dal buco del cuuuuuuuuuuuuuuuuuu...

Comincio così, con una citazione più che colta, il mio primo post da laureata. Nel caso qualcuno di voi non lo sapesse, il 3 luglio mi sono laureata!!!!! E sì, oh sì, me la meno un sacco. Perché io partivo da 102 punti di media ponderata, e, considerando che il massimo di punti per la tesi è 6, io ambivo al 108; eh sì, io mi sentivo di meritare 6 punti. E non parlatemi di immodestia. Conosco perfettamente i miei punti deboli e quelli forti, e so quanto ho faticato per questa tesi (poi ve ne scriverò profusamente, non temete).
Comunque dicevo, io mi aspettavo il mio bel 108. Giovedì è stato il grande giorno. Viaggio in metro col parentado che scappava da me, visto che ero agitatissima e mettevo in ansia tutti. E poi, una volta in uni, in P4, dopo altre tre persone, ecco che tocca a me discutere la tesi. Mi siedo e una prof mi fa i complimenti per la mia splendida tesi: copertina di seta rosa e sovrastampa blu metallizzato. La mia relatrice
fa un'ottima presentazione della mia tesi: "Non è tanto la figura della rani di Jhansi in sé, quanto il lavoro che la candidata ha fatto, dandosi la pena di trovare materiale letterario in hindi. Ha dunque tradotto una ballata popolare, un fumetto e un saggio storico, e non so quale dei tre fosse il più semplice...". E allora eccomi partire in quarta a raccontare la rava e la fava, e ad un certo punto, spronata dalla relatrice, dò sfogo alla mia pulsante vena critica e riesco ad insultare tutti quei traduttori che non capiscono nulla ma proprio nulla di cultura indiana, e che dicono "lingua hindu" invece di "HINDI", e lì attiro l'attenzione della commissione affermando che, insomma, se qualcuno dicesse "lingua cristiana" ci scandalizzeremmo tutti, no? Poi, mentre io sproloquiavo, guardavo con la coda dell'occhio la commissione che sfogliava con interesse la mia tesi, soprattutto la parte del fumetto. E ora ringrazio il papino, che ha voluto ad ogni costo (è proprio il caso di dirlo!) stamparlo tutto a colori.

Vabbè. Finita la discussione (la Ceci e la Elena hanno detto che io ho parlato più di tutti, ma io non me ne sono neanche resa conto), 5 minuti di attesa, e poi tutti dentro per la proclamazione: "Dichiaro la sig.na Sonia Dottoressa in Mediazione Linguistica e Culturale con la votazione di centodieci su centodieci". Non me l'aspettavo proprio, oh no, e credo di essere esplosa in un boato ben poco interiore, stavo per mettermi a piangere, insomma, un casino : non so spiegare il groviglio di emozioni che si è dipanato ed è improvvisamente esploso in quel momento. Perché, cavolo, quei due punti in più me li hanno dati per la tesi, e li danno solo in casi super eccezionali. E forse non me li hanno dati solo per la meravigliosa rilegatura, dài. "Ah no?" replicherà qualcuno. No, rispondo io. E aggiungo anche un bel "tiè", che fa tanto colore.

In fondo ho lavorato su quella tesi da novembre, pur essendomi dovuta fermare quando mi sono operata alla mano, e poi, certo, non con la stessa intensità, costanza e dedizione dell'ultimo periodo. Altrimenti a quest'ora sarei ricoverata in un bel centro di igiene mentale, con Cristicchi che mi dedica "Ti regalerò una rosa" e vestita con una bella camiciola di cotone bianco dalle maniche luuuuunghe luuuuunghe. Ché poi non è che ultimamente fossi messa bene, nè. Tutt'altro. Da quando ho smesso di lavorare mi sono concentrata sulla tesi, fra traduzioni super difficili e analisi del testo tirate davvero per i capelli (ma bisogna ammettere che sono venute bene). Ché quando io sono stressata divento spesso intrattabile. E, quando arrivo al punto di saturazione comincio a fare gli occhi dolci al primo che mi capita a tiro (sia esso amico, parente o genitore), implorandolo di portarmi fuori a fare un giro. Manca solo che io arrivi scodinzolante con il guinzaglio in bocca, in ogni caso l'espressione supplichevole non manca.
Ma l'acme l'ho raggiunto il 20 giugno, credo. Io sapevo che la sessione di laurea era dal 3 al 9 luglio, e speravo ardentemente che fosse il più tardi possibile, visto che ero messa maluccio, e visto che ci tenevo che ci fosse la Mary, la quale, a proposito, torna domani. Ovviamente, sono capitata il primo giorno. Quando l'ho scoperto ho avuto una crisi di nervi, e la mia povera gioietta, che mi aveva appena scritto su msn, se l'è dovuta subire tutta. La crisi s'è poi riproposta dopo qualche ora, quando ho saputo che neanche la Vale poteva esserci, quel giorno. Ho cominciato a piangere calde lacrime, ma proprio come una fontana (A FONDANA!), e sono scesa a farmi consolare dal papà, che l'ultima volta che mi ha vista piangere così forse avevo 8 anni (mia mamma invece mi ha vista molto più spesso). Dicevo. Quando ho saputo quando era il giorno fatidico, ho cancellato tutti i miei impegni e mi sono buttata a capofitto nello studio. Oltre allo studio matto e disperatissimo, mi caratterizzavo particolarmente per il pessimismo cosmico. Mi mancava giusto la gobba. Per la bruttezza ci stavo lavorando. Alacremente.

Ormai una monaca di clausura aveva più vita sociale di me. Figuratevi che non volevo neanche andare a vedere la partita Italia-Spagna, ma sono stata praticamente messa alla porta dai genitori dopo l'ennesimo sclero. Davvero, non uscivo proprio più, ormai non avevo neanche più argomentazioni che esulassero dalla rani di Jhansi e dalle sue gesta, e appena accadeva qualcosa di strano, era da me accolto come la novità del millennio, di cui parlavo e riparlavo ad libitum (tipo il nuovo vicino che entra in cortile a tutta velocità), non sia mai che io stia zitta, piuttosto. Ho passato ore ed ore a correggere la tesi con la Dolcini, e ad insultare gli autori del saggio. Voi non avete idea delle assurdità che contiene quel testo. Avete presente la frase di cui avevo scritto un po' di tempo fa "Essendo primavera cadono le foglie"?!?! Ecco, non ero io che avevo sbagliato a tradurre (sebbene abbia deliziato la prof con alcune chicche di prima qualità), ma chi l'ha scritto. Quindi mi è toccato aggiungere un - ehm - insignificante "pur essendo" all'inizio della frase, per cercare di conferirle un minimo di senso logico. Abbiamo finito di correggere venerdì sera alle 7.30, dopo cinque ore di duro lavoro. Poi, dopo un weekend passato a riscrivere tutte le correzioni, lunedì pomeriggio sono andata in copisteria a consegnare la tesi da far rilegare. Ma ovviamente appena sono arrivata, tutta trafelata, ho sentito il rumore della saracinesca che si chiudeva. Per di più quel giorno ho scoperto che neanche la Sabri e la Monica, che dovevano venire alla laurea, non potevano, ho litigato con i miei, ho speso 10 euri per una stampa della tesi, così, sommaria, occhei, ma peccato che non mi leggeva neanche i segni diacritici. E considerato che ne avevo messi tipo un centinaio, in quelle 112 pagine... Comunque, mi sono alzata all'alba il martedì mattina - tra l'altro, durante la notte ha fatto quel temporale terribile, e ormai sono anch'io entrata nel magico club dei fifoni del temporale, dopo che a casa di mia zia un fulmine ha devastato televisioni e piccie nuovo - senza aver chiuso occhio tutta notte per paura che, per colpa del temporale, chessò, fossero bloccate tutte le strade, si fosse abbattuto un fulmine sulla copisteria (ah, comunque "l'abbattersi di un fulmine" indica, anche in hindi, l'accadere di una disgrazia improvvisa). E vi assicuro che io non sono così ansiosa, normalmente. Vabbè, arrivata in copisteria, dopo il panico dovuto alla mancata stampa dei segni diacritici (in realtà è bastato cambiare programma), ho affidato i malloppi.

Mercoledì sono andata a ritirare le splendide tesi rilegate e ho tirato un sospiro di sollievo. Quella giornata è stata terribile, ero davvero insopportabile e tesissima, e quando mio papà è tornato a casa alle 8 di sera senza i confetti rossi che tanto bramavo, ho sclerato. Ho dato spettacolo con una bella scenata in cortile, a pestare i piedi come i bambini capricciosi, a cui hanno assistito, tra gli altri, Pincopalla e Pincopallino (ma credo che, se non ha desistito dopo avermi vista tutto l'inverno con la vestaglia di pile in cortile e gli zoccoli blu, non ci sono più speranze...).

A proposito di Pincopallino!!!! Vi devo ragguagliare sugli ultimi eventi!!! Dunque, qualche settimana fa la Pincopalla ha chiesto alla mia mamma se mi avesse riferito la questione. La genitrice ha chiaramente glissato sulla risata durata venti minuti e sui miei commenti (non è cattiveria, io ho sempre pensato che fosse la persona più sfigata del mondo, non ci posso fare niente!) e ha fatto velatamente capire che non ammetto di buon grado le intromissioni sulla mia vita privata, e che avrei preferito che fosse venuto lui a parlarmene. E la Pincopalla lì, a replicare che, insomma, non è facile, è molto imbarazzante ecc ecc... Cioè, ma ovvio che lo sia, ma c'è modo e modo, dài. E poi io trovo molto più imbarazzante affidarsi alla propria madre per far sapere che ti piace qualcuno... In ogni modo, in quel frangente mia mamma non aveva fornito una risposta degna di tal nome. Ma l'amorevole mammina di Riccardo Cuor di Leone (!) mica demordeva. E ha riformulato la domanda, qualche giorno fa. La mia povera genitrice a quel punto non ha potuto esimersi dal rispondere; non sapendo cosa dire, ha cortesemente comunicato che la sua dolce figliuola non se la sente proprio di impegnarsi, perché non sa cosa farà l'anno prossimo e blablabla. Quando me l'ha riferito sono scoppiata a ridere, perché è così buffo... Quando è capitato a me di sentirmi dire da qualcuno che non voleva impegnarsi, ho sottoposto il ragazzo in questione ad una seduta di psicoanalisi (gratuita, però, eh!) suo malgrado, andando a sviscerare cause, effetti ed eventuali traumi infantili (uh sì, sono una gran rompipalle quando mi ci metto!)... E un po' mi fa pena questo Pincopallino, che non ha modo di replicare. In fondo anche sticatsi, direi io, la prossima volta lo dici direttamente a me, invece di dirlo a tua mamma che poi riferisce alla mia che poi passa l'info alla sottoscritta. Ecco. Pappappero.

Non ho altro da raccontarvi, per ora (fortunatamente, direte voi!), se non che venerdì sera l'ho passato davanti al Poli a devastarmi... Serata spettacolare, davvero, e ritorno con il treno delle 5 con la Laura. Invece oggi supermega magnata di pesce col parentado.

Qualche pirla di saggezza :

Dalla mia tesi : "I ribelli furono per questo motivo giustiziati di fronte alla corte marziale. Vennero infine condotti nelle prigioni, dopo essere stati spogliati delle loro divise, e ammanettati e incatenati dai fabbri." (intendevo "giudicati", ma avevo sbagliato a tradurre, che sarà mai?!)

Silvia : "Sò, ma metti anche la tonaca, alla laurea?"
Sò : "Silvia, guarda che mi devo laureare, non è che devo prendere i voti!!! Al massimo potrei mettere la toga..."

Nonna : "Ti sei divertita ieri sera? Hai festeggiato con i tuoi amici? Eh, sì, ci voleva una bella ORGIA!!!"

Nonno (che quando comincia a sproloquiare non lo ferma più nessuno), dopo la laurea : "Eh, sei una bella ragazza... Brava... Intelligente... NON SCIUPARE LA TUA ESISTENZA!"
Sò : "No, nonno, no..."
Nonno : "E sei così bella così, nella tua normalità e quotidianità di tutti i giorni, stai così bene, così, nella tua semplicità..."
Sò, tutta infighettata per la laurea (per dire, avevo riesumato girocollo e bracciale della cresima per la grande occasione, e guardandomi allo specchio non mi sembravo neanche io!): "Ma se non mi vesto mai così elegante!!!"
Nonno : "Eh, ma sei più donna perché hai la gonna!"
(da quel momento ho smesso di ascoltarlo)

Scelte difficili...
Nonno al ristorante (dovete sapere che lui deve sempre fare il brillante, quando ci sono estranei): "Ma suo marito è di Cuba? Uh, Fidel Castro, lui si che è una brava persona, proprio bravo!!!"
Cameriera : "Uhm... Mah... Veramente..."
Nonno : "Eh sì, proprio una brava persona. Tra lui, Nelson Mandela e il Gandhi non so chi è il più bravo..."

Oh, insomma, ho finito... Ora vado a nanna e domani sono pronta ad accogliere la mia ciccipicci a braccia aperte.

Baciügissimi a tutti,
dalla vostra...

            Dott.ssa Sò! ^^

 

 

 

June 15

Sòtto tesi

Rieccomi rinascere dalla ceneri, novella Fenice presissima dalla tesi. Ebbene sì, cicci, anche la Sò è finalmente prossima - Inshallah, a Dio piacendo - alla laurea. Triennale, ancora, vabbè. Si sa che io me la prendo con comodo.

Mi sto dedicando anima e corpo (e considerato quanto sono sensibile e somatizzi alla grande, è proprio vero!) alla cara rani di Jhansi, e sto latitando pericolosamente. Quindi voi non preoccupatevi se non rispondo a telefonate, squilli, sms, messaggi su messenger ed email. Se proprio avete bisogno di me fingetevi degli esperti della rivolta del 1857-58 in India e io sarò lieta di ascoltarvi (per poi mandarvi a cagare una volta scoperto che siete degli imbroglioni).
In realtà il problema è che sono proprio stordita (più del solito, dico) in questo periodo e mi dimentico persino di mangiare. CHI?! IO?!?! Sissì, giuro!!! E poi... Sono tesa da morire! Mi sento carica come una molla e salto al primo stimolo. Quindi ocio, che mordo. Anzi, graffio.

Ogni tanto trovo il tempo per andare a farmi un'uscita con le amichette, per due spetteguless con la Vale, una ciciarata su Skype con la Mary, una seratina al Boh!?, una pizza con gli amici, un'uscita con LiberiTutti... Ogni tanto, eh.

Cavolo, sono secoli che non scrivo sul blog (è ovvio che non è proprio tra le mie priorità, appena ho un attimo libero), e sento proprio il bisogno di scrivere, e possibilmente qualcosa che non abbia a che fare con eserciti e ribelli, grazie. Ci sarebbero pagine e pagine da riempire. BUT ALSO NOT!

Le ultime settimane di lavoro sono state piuttosto pesanti, soprattutto i giovedì, con la pupattola che sclerava, e io che dovevo passare le due ore a fare contenimento fisico e a sfuggire agli sputi (tra l'altro io le farei i complimenti, perché ideare delle tecniche così avanzate di sputo a distanza è davvero pregio. Oserei dire prestigio.). Uno spasso, ecco.

Invece con la II siamo andati in gita. Cioè. Dovevamo andarci. In realtà l'avventura è terminata all'altezza dell'inceneritore di Figino, in piena tangenziale, perché il pullman ha bucato. Quindi, mentre le maestre scleravano con quell'idiota dell'autista e chiamavano carabinieri e polizia, io ho fatto l'animatrice per una cinquantina di cucciolini, e ho insegnato loro la canzone più consona alla situazione: "la macchina del capo"! Peraltro mi sono accorta che i bambini di oggi non conoscono le canzoni, tipo che solo Samuel sapeva "Bella ciao", e che tutti cantavano "O parmigiano portami via". In compenso, quando ho intonato il jingle del "pa-pa-pa-pa-parmigiano re-e-e-ggiano" è partito il coro da stadio.

Sono andata anche alla pizzata di classe, con le mamme dei bambini che mi dicevano "Mio/a figlio/a ti adora, mi parla sempre di te! Dai, ci sei ancora tu l'anno prossimo, vero?!". E lì io a rispondere che l'adorazione è reciproca, che mi sono affezionata tantissimo ai miei pupi ma che, se tutto va come deve andare, l'anno prossimo non lavorerò più là. E li ho lasciati davvero a malincuore, con la lacrimuccia di rito, cantando "L'astronave", tutti in cerchio, per mano. Ma spero di aver lasciato in loro un bel ricordo, e tanto, tanto affetto. Di sicuro, il lavoro con il mio pupillo ha dato ottimi frutti, e questa è stata per me una soddisfazione incredibile.

Ma passiamo ad un argomento più frivolo, quale "la Sò e le sue storie malate". Non è per fare la piattola, eh. E' che confermo quello che la Mary mi ha scritto sulla parete di camera mia "A.A.A. CASI UMANI CERCANSI". Però no, in realtà io non è che me li vada a cercare. Mi capitano così. Devo raccontare questa straziante vicenda personale, che vi farà comprendere appieno quanto io sia apprezzata dalla popolazione maschile, e soprattutto da quali elementi appartenenti a tale categoria. Qualche giorno fa mia mamma torna a casa e comincia a chiedermi come sto. S: "Bah, io bene, grazie". M: "Tutto apposto?" S: "Sissì, tutto apposto." M: "Ma c'è qualcosa che non va?" S: "Mamma, cosa c'è???"
M: "No, è che oggi ho parlato con la Pincopalla [la vicina di casa]. E mi ha detto che tu piaci al Pincopallino [il figlio della vicina di casa]."
Dopo un quarto d'ora buono di risata incontenibile, durante il quale sono anche riuscita a sbattere il naso contro il muro, ho cominciato a riflettere. Cioè. Pincopallino è tipo la persona più sfigata che io conosca. E' l'archetipo dello sfigato cosmico. Dacchè io lo conosca - e sono vent'anni - non l'ho mai visto con un amico, o un'amica. L'acme della sua vita sociale credo l'abbia raggiunto all'età di 13 anni, quando passava i pomeriggi girando per il cortile in bici. Senza rotelle!!! Fin da quando sono piccola, io odio il nome Pincopallino perché lo associo in automatico a lui - un po' come associo cozza a mariella, insomma - e per me, che da sempre credo nella saggezza latina Nomen omen, Pincopallino equivale a sfigato. In tutti questi anni, le nostre conversazioni si articolavano in S: "Ciao!" P: "Ciao!" o in P: "Ciao!" S: "Ciao!" Finché, qualche mese fa, lo incontro sul bus, tornando a casa. Mi dà un passaggio sotto l'ombrello, visto che io non ho voglia di farmi lo sbattone e cercarlo tra i meandri del mio zaino, e intavoliamo una conversazione che dura addirittura 1 minuto e mezzo (tale è la durata del viaggio fermata-casa). Ovviamente un evento del genere è più raro del passaggio di una cometa in una grotta, e rientro in casa shockata dal fatto che sì, Pincopallino mi ha parlato!!!!
Credo che abbiate inquadrato il tipo, dai. Per di più ha anche qualche anno più di me. Ebbene, la Pincopalla, tra un consiglio su come far crescere così rigogliosa la rucola e come eliminare gli insetti che mangiano le rose, l'ha presa alla larga: "Eh, ma la Sonia fa degli orari strani, eh, ma non la vedo mai... Ma ce l'ha il ragazzo?!?!" La mia genitrice che risponde "Uhm, no, non che io sappia". E lì, ha infilato la dichiarazione da parte del figliuolo. Sicché il giorno dopo, ché già m'ero svegliata di traverso, mia mamma mi chiama e mi dice di pensare a cosa devo dire alla Pincopalla, a trovare le "parole giuste" nel caso la Pincopalla mi dica qualcosa del suo Pincopallino. E lì mi è partito l'embolo. Ci sono situazioni in cui parte, in automatico, un po' come quando sento dire "lingua indù", o come quando mi dicono che non faccio un cazzo perché ho le unghie lunghe e smaltate (e soprattutto MIE!), perché io non sopporto proprio le persone che non mi dicono le cose in faccia e, ancora peggio, affidano il compito a qualcun altro. No davvero, io su 'sta cosa sono proprio intransigente (IO NON TRANSIGO, come diceva la Berto), sarà che io sono schietta da fare schifo e le cose le devo dire in faccia se no mi viene la rosolia. Mi faccio lo sbattone, faccio la figura di merda e dico quello che penso. A costo di essere impopolare, a costo di inimicarmi diversa gente e di fare la figura della rompicazzo e/o stronza e/o troia, per dire. Poi il mio problema è che voglio, anzi, esigo - mannaggia a me - la stessa franchezza da parte degli altri (e poi mi scontro con la dura e cruda realtà). Quindi immaginate quanto io possa tollerare uno di 27-28 anni che affida i suoi messaggi d'amore per la sottoscritta alla madre! Patetico. A 'sto punto scrivimi la dedica sul Leggo, tipo "Ti vedo sempre mentre sbatti la tovaglia in cortile dopo cena, sei così affascinante con la tua tuta da casa e le ciabatte rosa! Un giorno vorrei tanto venire a buttare la spazzatura con te."!

Rimanendo sempre in tema "vicinato", per la serie "amore al terzo piano" degli OttoOhm, qualche settimana fa, mentre correvo a perdifiato per prendere il pullman, la mia vicina (non la Pincopalla, un'altra), mi chiama dal terzo piano e mi grida "Sò, ma tu sei singòl?". Io ovviamente ho risposto affermativamente, allora lei mi ha presentato il suo vicino marocchino (che io non conoscevo neanche), e ha buttato subito lì un: "Ma non ti senti sola? Dai, perché qualche sera non andate al cinema, una sera di queste?". Assodato che io no, non mi sento sola, e che tra l'altro in questo periodo ho zero tempo di respirare, figuriamoci se ho voglia di andare al cinema con uno sfigato del genere... Ma poi... Cos'è 'sta corsa ad affibbiarmi il moroso proprio dentro il cortile? Occhei che si dice "Mogli e buoi dei paesi tuoi", ma non esageriamo, insomma, almeno cambiamo il numero civico, facciamo uno sforzo, cavolo! Tra l'altro mi ha detto poi la mia vicina che il ragazzo in questione cerca una fidanzata, cioè, proprio una cosa seria, di quelle che prima ti regala l'anello e poi ti porta a Casablanca a conoscere la famiglia al completo. Vabbè, alla fine ho gridato un "Ma io sto bene cosìììì, e comunque devo correre se no perdo il pullman!", e sono fuggita.

Ma non è tutto. Perché nel mio cortile, ora che la marina s'è trasferita, lasciando nel sottotetto pentole con pasta cotta (!!!) e i ratti che banchettavano lautamente, abbiamo il Silvietto, sull'ottantina, che vive in funzione della macchina dei servizi sociali del comune che gli porta da mangiare e che, di conseguenza, si annoia a morte dalle 8 alle 12, e dalle 12.30 alle 19. Per ammazzare la noia, e non solo, ecco che ha trovato il gioco della primavera-estate 2008; non si sa con che soldi, visto che è nullatenente, recupera veleno per topi, pancetta e filo di nylon, e s'ingegna a preparare deliziosi involtini. Lascia poi la squisita libagione in prossimità di casa sua e invita al banchetto il cane della dirimpettaia. Un cane è già morto avvelenato in cortile, io spero solo che non succeda niente alle mie micione (molto improbabile, comunque, visto che i gatti sono molto più diffidenti. E' vero che Fanta è da considerarsi più un cane che un gatto, però lei mangia solo croccantini, per cui posso stare shanti)perché se no, davvero, prendo il Silvietto e lo appendo al pino piantato in mezzo al cortile.

Quando si dice sentirsi sicuri in casa propria, per dire.

Per quest'estate non ho progetti, se non laurearmi e finire 'sta cavolo di uni, e guardare "Amori con...turbanti", che se non ho capito male dovrebbe trattarsi di una serie di film di Bollywood. Il titolo, cioè... PRESTIGIO!

Non mi vengono in mente frasi sceme e battute, e non ho voglia di scrivere le canzoni. Ve l'ho detto che in questo periodo sono l'esempio più lampante del fenomeno della "fuga di cervelli".

Michy: "Maestraaaaaa, a lei hai detto "gioia", a me hai detto "tesoro", quindi ho vinto io! Bambini, bambini, venite, prendetemi!!! Sono un tesoro, sono il tesoro dei pirati!!!"

Silvia: "Guarda il chierichetto dietro il bancone!"
Sò: "Silvia, siamo in chiesa, non al bar!!!! Si chiama "altare"!!!"

Gennaro, bimbo di II elem: "Io quando torno a Napoli mi ammalo sempre!"
Compagno di classe: "Eh, certo, là c'è la MONNEZZA!!!"

Sperando che il prossimo post sia il mio primo post da dottoressa, vi saluto con tanto affetto e vi auguro un'ottima fine di primavera e un buon inizio di estate (oddio, visto il tempo autunnale, i presupposti non sono dei migliori, eh!): SOMMARTIDER HEJ HEJ!

Visto che sono estremamente magnanima e generosa, vi lascio un regalino : la prima pagina dell'amar citr, il fumetto sulla rani di Jhansi. Se volete, potete dilettarvi a tradurla e poi potremo aprire un dibattito sulla traduzione. Tra l'altro, devo ammettere che tradurre quel fumetto è stato davvero uno spasso. Soprattutto dopo una ballata assolutamente incomprensibile.

1 

(Jhansi ki rani, Amar Citr Katha, India Book House Pvt. Ltd. 1974. Ristampato nel 2006)

Baciugi a tutti e ricordatevi di me, china sul computer a scrivere e ad impazzire,

                                                   Sò! ^^